Ecco come la cedolare secca può essere applicata ai contatti di locazione uso transitorio

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Il regime fiscale agevolato facoltativo della cedolare secca è ammesso anche in caso di contratto di affitto transitorio o di affitto parziale di una o più stanze dell’appartamento: nel contratto di locazione per uso transitorio andrà inserita un’apposita clausola che indichi l’esercizio dell’opzione della cedolare secca. Ricordiamo che, in generale, con il contratto di locazione transitorio il locatore concede al conduttore il godimento di un immobile ad uso abitativo con durata non inferiore a 1 mese (il che rende obbligatoria la registrazione) e non superiore a 18 mesi. Applicando la cedolare secca il locatore potrà godere di una imposta sostitutiva di IRPEF e addizionali, imposta di registro e di bollo.

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Affidati a noi per vendere o affittare casa velocemente e al miglior prezzo di mercato…

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Molti dei clienti che si rivolgono a noi per vendere o affittare un immobile sono accomunati dalla medesima convinzione: commercializzare l’immobile nello stato in cui si trova e rimandare nel tempo eventuali interventi di ripristino.

Se l’obiettivo è quello di vendere o affittare nel più breve tempo possibile, al miglior prezzo ed alle condizioni più convenienti non ci si può permettere di “provare”. Gli esperti in psicologia hanno dimostrato che le persone reagiscono in base alle emozioni e che formulano la loro propensione all’acquisto o all’affitto di un immobile nei primi 60/90 secondi del sopralluogo e, quindi, le chances si giocano in un lampo.
Prima di immettere sul mercato un immobile, in particolare un’abitazione, bisogna essere certi che possa scatenare il cosiddetto “colpo di fulmine”.

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La statistiche di fine 2016: case svalutate del 20% rispetto al 2011

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La casa, un tesoro scarsamente monetizzabile ma molto rassicurante, non ci garantisce più come prima…
la ragione? …Vale mille miliardi in meno rispetto al 2011.
Un crollo del 20% ha deprezzato le abitazioni delle famiglie italiane dai 5300 miliardi del 2011 agli attuali 4300.
La portata della perdita patrimoniale – a cui si arriva combinando le stime di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie con quelle di Istat sui prezzi delle abitazioni – è enorme. Il 2016 doveva essere l’anno della svolta, ma così non è stato: se le compravendite stanno lentamente uscendo da una pluriennale paralisi, i prezzi rimangono ancora fermi.

La crisi immobiliare e la recessione hanno lasciato sul campo morti e feriti. Stando ai dati di Banca d’Italia, tra il 2010 e il 2014  a deprezzarsi di più in percentuale sono state: le abitazioni principali delle famiglie più ricche (-23%) e quelle di disoccupati e inattivi non pensionati (-34%). Proprio quest’ultimi si sono spesso trovati a dover vendere a prezzi scontati.

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La statistiche di fine 2016: case svalutate del 20% rispetto al 2011

Nuove agevolazioni per chi compra una casa da cedere in locazione/affitto

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L’obiettivo della norma è, infatti, quello di sostenere le compravendite e le locazioni abitative. Pertanto, chi, entro il 31/12/2017, acquisterà una casa nuova invenduta oppure oggetto di ristrutturazione edilizia o edificata su un terreno di proprietà e la cederà in affitto, potrà beneficiare di una particolare deduzione dal reddito complessivo, pari al 20% delle spese sostenute. Così è stabilito con il Decreto 8/9/2015 e con la Circolare 3/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

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Agevolazioni prima casa per militari e forze armate (art. 66 legge 342/2000)

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Riprendiamo l’argomento dei benefici sull’acquisto degli immobili a titolo di prima casa o abitazione principale. Avevamo recentemente parlato del caso di coniugi di diversa residenza, ora invece ci focalizziamo su militari ed affini.

La norma riguardante la concessione dei benefici di prima casa per l’acquisto o comunque il possesso della prima (o unica) abitazione impone al proprietario l’obbligo di stabilirvi la residenza.

Ma tale obbligo non si rivolge a tutti i cittadini. Esistono infatti specifiche eccezioni rivolte ai militari ed affini, in quanto – in ragione della particolare natura del loro servizio – subiscono frequenti cambiamenti alla sede di lavoro, con i conseguenti spostamenti della propria dimora evidentemente non dipendenti dalla volontà della persona, spesso anche molto lontano dalle terre di origine. A loro è spesso richiesto di spostare la propria residenza dichiarata, il che comporta problemi per godere dei benefici di prima casa sulla loro eventuale casa di proprietà.

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Agevolazioni prima casa per militari e forze armate (art. 66 legge 342/2000)

Agevolazioni acquisto prima casa, come funziona la residenza dei coniugi

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I requisiti necessari per poter sfruttare le agevolazioni per l’acquisto della prima casa sono la residenza nel Comune dove si acquista l’immobile agevolato (in mancanza, può essere trasferita entro 18 mesi dall’acquisto); il non possedere, neppure in comunione con il coniuge, altre abitazioni nello stesso Comune, a prescindere da come questi immobili siano stati acquisiti; il non possedere altre abitazioni su tutto il territorio nazionale acquistate con le agevolazioni prima casa. Ma i coniugi possono avere residenze diverse?

Cosa deve dichiarare l’acquirente

Come spiegato da La legge per tutti, la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa dall’acquirente, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto.

L’acquirente deve anche dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare; di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni prima casa.

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Agevolazioni acquisto prima casa, come funziona la residenza dei coniugi

Prorogato il Piano Casa in Puglia fino al 31/12/2017

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Continua fino al 31 dicembre 2017 il Piano Casa della Puglia.
Il Consiglio Regionale ha approvato in via definitiva la norma che fa slittare di un anno il termine per effettuare interventi di ampliamento volumetrico o demolizione e ricostruzione degli edifici con premio di cubatura.

All’inizio del mese, un’altra legge regionale ha alleggerito i vincoli per la realizzazione degli interventi di ampliamento.

Vediamo nel complesso, tra proroga e modifiche, come cambia il Piano Casa in Puglia…

Le domande per la realizzazione di ampliamenti e sostituzioni edilizie potranno essere presentate agli Uffici tecnici entro il 31 dicembre 2017. Si potrà agire sugli edifici esistenti al 1° agosto 2016.

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Prorogato il Piano Casa in Puglia fino al 31/12/2017

Case vuote a Taranto, parla il Presidente Giancarlo De Bartolomeo

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A Taranto circa 10.500 case sfitte(13,6%): oggi scoraggia l’elevato rischio di morosità dei conduttori.

Taranto è tra le prime dieci città italiane per numero di case vuote. In particolare, il capoluogo ionico è al nono posto con il 13,6 per cento di abitazioni non occupate pari, in termini assoluti, a circa 10mila 500 alloggi sfitti.

Complessivamente in Italia, ci sono oltre sette milioni di case vuote, pari al 22,5 per cento del totale. Si tratta di un’enorme cifra di abitazioni sfitte concentrate soprattutto al Sud del nostro Paese, in regioni come Calabria, Molise, Abruzzo e Sicilia per effetto dell’emigrazione, anche se al primo posto della classifica troviamo la Valle d’Aosta, dove c’è un’alta percentuale di case vacanze.

Riepilogando, al primo posto della classifica delle case sfitte troviamo la Valle d’Aosta (50 per cento del totale, per 58.731 immobili), a seguire molte regioni del Sud come Calabria (secondo posto con il 38,7 per cento e 481.741 case), Molise (terzo con il 36,9 per cento e 73.524 case), Abruzzo (quarto posto con il 32,7 per cento e 250.038), Sicilia (con il 32,2 per cento e 923.360).

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Case vuote a Taranto, parla il Presidente Giancarlo De Bartolomeo