Spese condominiali: alcune curiosità su esenzioni e ripartizioni

ripartizione spese condominiali con chiavi

Le spese condominiali sono un boccone amaro, difficile da mandar giù soprattutto quando non tutti pagano o alcuni pagano meno di quanto dovrebbero. Così, nel momento in cui bisogna mettere mano al portafogli, c’è sempre chi invoca un’esenzione a proprio favore, chi non è disposto ad anticipare le quote dei morosi, chi ritiene di non essere stato informato correttamente dei lavori e delle spese, chi lamenta poca trasparenza nei conteggi, chi se la prende con l’amministratore e vuole che sia questi a pagare in prima persona. Insomma, in ogni assemblea di condominio ogni decisione è sofferta e sudata.

In questa breve scheda prendiamo in considerazione due ipotesi piuttosto ricorrenti quando di parla di spese condominiali: quella in cui il costruttore, rimasto ancora proprietario degli appartamenti invenduti, si riserva il diritto di non pagare le relative quote condominiali; e quella in cui, stante la morosità protratta di più condomini, per evitare il pignoramento del conto corrente del condominio o dei singoli beni dei condomini, l’assemblea voti la costituzione di un fondo cassa, volto a far fronte alle esigenze primarie e, di fatto, a ripianare il debito provocato dagli inadempienti.

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