Giancarlo De Bartolomeo entra nel consiglio nazionale di F.i.m.a.a. Italia

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Una buona notizia per la nostra città e per la nostra regione 🎉
Giancarlo De Bartolomeo, Presidente di F.i.m.a.a. Taranto (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), rientra per la terza volta nel consiglio nazionale di F.i.m.a.a. Italia.
Al Presidente De Bartolomeo vanno le nostre congratulazioni e i migliori auguri per il prestigioso incarico ricevuto. 🇮🇹

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Il Presidente De Bartolomeo denuncia: “…fate attenzione agli agenti immobiliari abusivi”

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Anche per il 2018 i prezzi delle case a Taranto continueranno a scendere.
Ma non è questo il principale ed unico problema della categoria.
Sul territorio ionico dilaga l’abusivismo. Lo denunciano gli agenti della Fimaa, federazione di Confcommercio rappresentata a livello provinciale e regionale dal tarantino Giancarlo De Bartolomeo.

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Il Presidente De Bartolomeo denuncia: “…fate attenzione agli agenti immobiliari abusivi”

Workshop Idealista con Fimaa e Confcommercio – Taranto 17 Maggio 2017

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Si è rivelato un vero successo il workshop di Idealista con FimaaConfcommercio Taranto.  Il corso di marketing immobiliare organizzato presso la sede di Confcommercio Taranto verrà preso ad esempio per le prossime date pugliesi.

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Workshop Idealista con Fimaa e Confcommercio – Taranto 17 Maggio 2017

Agevolazioni acquisto prima casa, come funziona la residenza dei coniugi

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I requisiti necessari per poter sfruttare le agevolazioni per l’acquisto della prima casa sono la residenza nel Comune dove si acquista l’immobile agevolato (in mancanza, può essere trasferita entro 18 mesi dall’acquisto); il non possedere, neppure in comunione con il coniuge, altre abitazioni nello stesso Comune, a prescindere da come questi immobili siano stati acquisiti; il non possedere altre abitazioni su tutto il territorio nazionale acquistate con le agevolazioni prima casa. Ma i coniugi possono avere residenze diverse?

Cosa deve dichiarare l’acquirente

Come spiegato da La legge per tutti, la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa dall’acquirente, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto.

L’acquirente deve anche dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare; di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni prima casa.

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Case vuote a Taranto, parla il Presidente Giancarlo De Bartolomeo

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A Taranto circa 10.500 case sfitte(13,6%): oggi scoraggia l’elevato rischio di morosità dei conduttori.

Taranto è tra le prime dieci città italiane per numero di case vuote. In particolare, il capoluogo ionico è al nono posto con il 13,6 per cento di abitazioni non occupate pari, in termini assoluti, a circa 10mila 500 alloggi sfitti.

Complessivamente in Italia, ci sono oltre sette milioni di case vuote, pari al 22,5 per cento del totale. Si tratta di un’enorme cifra di abitazioni sfitte concentrate soprattutto al Sud del nostro Paese, in regioni come Calabria, Molise, Abruzzo e Sicilia per effetto dell’emigrazione, anche se al primo posto della classifica troviamo la Valle d’Aosta, dove c’è un’alta percentuale di case vacanze.

Riepilogando, al primo posto della classifica delle case sfitte troviamo la Valle d’Aosta (50 per cento del totale, per 58.731 immobili), a seguire molte regioni del Sud come Calabria (secondo posto con il 38,7 per cento e 481.741 case), Molise (terzo con il 36,9 per cento e 73.524 case), Abruzzo (quarto posto con il 32,7 per cento e 250.038), Sicilia (con il 32,2 per cento e 923.360).

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Case vuote a Taranto, parla il Presidente Giancarlo De Bartolomeo

Mercato immobiliare: aumenta la richiesta di mutui da parte delle famiglie

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Grazie alla continua diminuzione dei prezzi delle case e all’allentamento del credit crunch (la morsa delle banche sul credito concesso a famiglie e imprese), le compravendite immobiliari stanno crescendo ad un tasso considerevole e con esse anche le richieste di mutui da parte delle famiglie.

L’ultimo Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate segnala, per il secondo trimestre del 2016, un aumento delle compravendite del 21,8%, con un aumento del 22,9% del solo segmento residenziale.

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Mercato immobiliare: aumenta la richiesta di mutui da parte delle famiglie

Quanto ci costa ristrutturare il nostro appartamento?

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Con una spesa media di oltre 44mila euro l’Italia si posiziona nella fascia alta della classifica relativa al budget per ristrutturare casa.
Un mercato, quello delle ristrutturazioni, che nel nostro Paese è stato vivacizzato dagli incentivi, dalla detrazione fiscale del 50% sui lavori effettuati per ristrutturare agli incentivi per il risparmio energetico fino al bonus mobili.

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Boom immobiliare possibile, ma crollano risparmio e appeal della borsa

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Torna l’appetito degli italiani per il mattone, dopo quasi un decennio di crisi. Una ricerca condotta dal Centro Einaudi, in collaborazione con Intesa-Sanpaolo, ha trovato un profondo mutamento nelle famiglie rispetto all’inizio del Millennio. Il dato più suggestivo riguarda forse coloro che investono in borsa: erano il 32% dei risparmiatori nel 2003, mentre oggi rappresentano un miserrimo 5%.

Il crollo dei mercati finanziari nel 2008 e le altre crisi esplose negli anni più recenti hanno evidentemente lasciato l’impronta. Il dato è ancora più drastico, se si considera che nel frattempo risulta in forte calo anche la quota di risparmiatori. Nell’anno 2000, essi rappresentavano ancora la maggioranza delle famiglie, ovvero il 57%, ma oggi sono soltanto un quinto del totale. Mai prima, sempre secondo lo studio, si era scesi sotto il 25%.

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Boom immobiliare possibile, ma crollano risparmio e appeal della borsa

Terremoto, come mettere in sicurezza un edificio

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«Quando si va dal medico non si cerca il più economico, ma il più bravo. Esattamente come dovrebbe essere con le nostre case che hanno bisogno di una messa in sicurezza. La diagnosi sullo stato di salute dell’edificio va affidata a un ingegnere esperto».

Per Aurelio Ghersi – docente nel dipartimento di Ingegneria dell’università di Catania – la prevenzione al terremoto parte da qui: sapere se il posto in cui si vive è adeguato a reggere l’impatto delle onde sismiche. In molti casi, infatti, non serve abbattere e ricostruire, ma piuttosto procedere a interventi mirati. «Sulla base della mia esperienza – spiega Luigi Bosco, ingegnere e assessore ai Lavori pubblici di Catania – in media per mettere in sicurezza un alloggio servono circa 30-35mila euro». Cosa deve fare dunque un privato che decide di intervenire?

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