Ricchezza immobiliare in aumento e tassi dei mutui in calo: i dati della Bce

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Aumenta il peso della ricchezza immobiliare tra le famiglie europee e i tassi dei mutui si prevedono ancora bassi a lungo. È ciò che emerge dall’ultimo bollettino Bce.

Ricchezza immobiliare in aumento in Europa

Stando infatti alle tabelle Bce, le famiglie europee hanno visto crescere la propria ricchezza immobiliare dal 2% del reddito disponibile (nel 2015) al 2,7% (nel 2016), al 4,2% (nel 2017) finendo con un 4,85% del 2018. Ciò anche in ragione di un aumento dei prezzi delle costruzioni che, rispetto al 2015, è stato del 2,4% nel 2018 (e in particolare del 4,2% per gli immobili residenziali).

Secondo i dati di Francoforte, la ripresa in atto nei mercati immobiliari residenziali dovrebbe continuare a fornire un contributo significativo alla crescita complessiva del Pil in termini reali. Nel primo trimestre del 2019 gli investimenti in edilizia residenziale sono cresciuti dell’1,1 per cento e i recenti indicatori di breve periodo segnalano una dinamica positiva, anche se in rallentamento.

Nel primo trimestre del 2019 la produzione edile ha inoltre fatto registrare il suo quarto trimestre consecutivo in crescita, con un incremento del 2 per cento, simile a quello del segmento delle costruzioni. Inoltre, ad aprile l’indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Managers’ Index, PMI) per il prodotto nel settore delle costruzioni ha esteso a due anni e mezzo l’attuale periodo di espansione; un andamento analogo è stato osservato per la componente relativa al prodotto nel settore degli immobili.

Tassi dei mutui previsti in calo con l’Eonia

Quanto ai tassi di interesse, la Banca Centrale Europea ha stabilito che il costo del denaro resti invariato almeno fino alla prima metà del 2020 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine. La Bce intende inoltre continuare a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivo alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario. A questo scopo verranno applicate condizioni di favore alle banche che concederanno prestiti netti superiori ad un dato valore di riferimento, nell’ambito delle operazioni di finanziamento OMRLT III.

Infine, si ha ragione di credere che i tassi dei mutui resteranno bassi ancora per diverso tempo. Nel contesto della previsione di una politica monetaria ancora accomodante, infatti, i tassi a lungo termine privi di rischio hanno subito in genere un calo. In particolare il tasso Eonia (Euro overnight index average) si è collocato, in media, su un valore pari a −0,37 per cento. La curva a termine dell’Eonia inoltre si è spostata ulteriormente verso il basso rispetto all’ultima rilevazione in luglio, mostrando un movimento in calo che si invertirà solo nel 2021. Al termine del periodo di rilevazione si collocava al di sotto dello zero per tutti gli orizzonti temporali precedenti il 2024, riflettendo le aspettative di mercato circa un prolungato periodo di tassi di interesse negativi, il che si tradurrà in condizioni favorevoli per mutui e prestiti almeno per un altro paio d’anni.

In genere l’espansione complessiva dei prestiti alle famiglie ha continuato a essere sostenuta sia dal credito al consumo sia dai mutui per l’acquisto di abitazioni, questi ultimi – secondo il Bollettino, – cresciuti a ritmi moderati in termini netti sul confronto storico per l’area dell’euro nel suo insieme.

credit and special thanks: idealista.it e finanzaoperativa.com

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