Prima casa, agevolazione anche con un’altra abitazione

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Agevolazione prima casa ad ampio raggio. Il contribuente che eredita una casa nello stesso Comune in cui possiede un immobile, può beneficiare dell’agevolazione «prima casa» sull’immobile acquisito a titolo gratuito a condizione che proceda con la cessione della prima abitazione entro un anno dall’acquisizione del secondo immobile.

Questo, in sintesi, il chiarimento fornito dall’Agenzia delle entrate nella risposta all’interpello n. 123 dello scorso 21 dicembre. L’istante è un contribuente che, a seguito della morte del padre, ha ereditato un appartamento (non qualificabile come immobile di lusso). Poiché nello stesso Comune già possiede il suo unico immobile (anch’esso non di lusso), che ha acquistato nel 1971 senza usufruire del bonus «prima casa» (in quanto l’agevolazione fiscale non era stata ancora introdotta), chiede all’Amministrazione finanziaria se, in sede di acquisto per successione dell’appartamento, può fruire dei benefici di cui all’art. 1, nota II bis della Tariffa, parte I, allegata al dpr n. 131/86 (i.e. imposta ipotecaria e catastale in misura fissa), se si impegna a cedere, entro un anno dall’apertura della successione, la sua attuale prima abitazione.

Nel fornire il loro parere, le Entrate confermano la possibilità, per il contribuente che ha acquistato «mortis causa» dal defunto padre l’abitazione, di adibire tale immobile ad abitazione principale e di beneficiare del bonus «prima casa», con conseguente versamento in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale.

Infatti, «scopo della norma è quello di agevolare il contribuente nella sostituzione dell’abitazione preposseduta, concedendo un lasso temporale, più lungo, per l’alienazione dell’immobile da sostituire». La condizione è soddisfatta anche nella fattispecie prospettata, sebbene il primo e unico immobile preposseduto non abbia goduto delle agevolazioni «prima casa». Il contribuente, pertanto, può fruirne sull’immobile ereditato, fermo restando che dovrà procedere alla vendita della casa preposseduta entro un anno dalla data del secondo acquisto, coincidente, nel caso specifico, con la data di apertura della successione.

Bonus fiscali, cumulabilità ridotta.

Sempre in tema di agevolazioni tributarie, l’Agenzia delle entrate ha fornito, lo scorso 18 dicembre, un importante chiarimento, rispondendo all’interpello n. 114: non è possibile procedere con il cumulo delle tariffe incentivanti di cui al IV conto energia e dell’agevolazione «Tremonti ambientale», così come affermato dal Gestore dei servizi energetici con il comunicato del 22 novembre 2017. Per la rinuncia, poi, all’agevolazione «Tremonti ambientale», consistente in una variazione in diminuzione dell’imponibile da operare in sede di dichiarazione dei redditi, è possibile presentare la dichiarazione integrativa di cui all’art. 2, comma 8, del dpr n. 322/98. L’Amministrazione finanziaria, nel rispondere all’istante, una società proprietaria di un impianto fotovoltaico, sulla cumulabilità della tariffa incentivante di cui al IV conto energia e l’agevolazione fiscale «Tremonti ambientale» (prevista dalla legge finanziaria 2001), ricorda, anzitutto che l’articolo 6, commi da 13 a 19, della legge finanziaria 2001 (legge 388/2000) disciplinava una misura di detassazione per le piccole e medie imprese che avessero realizzato investimenti ambientali («Tremonti ambientale»), misura ora abrogata. Con riguardo alla cumulabilità del beneficio con altre misure agevolative e, in particolare, con gli incentivi relativi al IV conto energia, l’Amministrazione, precisando quanto già affermato nella risoluzione n. 58/E del 20 luglio 2016, ribadisce di non essere competente a pronunciarsi. Tuttavia, sottolinea l’Agenzia, la stessa società istante ha ricordato che il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha affermato il divieto di cumulo tra le due misure agevolative, precisando che, per continuare a godere della tariffa incentivante, è necessario «rinunciare al beneficio fiscale goduto», manifestando tale volontà all’Agenzia delle entrate. Per la rinuncia è possibile presentare la dichiarazione integrativa (entro e non oltre i termini previsti dall’art. 43 del dpr n. 600/73).

Se il contribuente non ha usufruito dell’agevolazione in via ordinaria (ossia tramite la dichiarazione dei redditi), bensì abbia proceduto con la presentazione di istanza di rimborso, può rinunciare all’istanza di rimborso per rinunciare all’agevolazione (a condizione che non sia stato ancora erogato il rimborso).

Se sono già decorsi i termini per la presentazione della dichiarazione integrativa ovvero se i rimborsi sono già stati erogati, diviene definitiva la posizione fiscale.

credit and special thanks: italiaoggi.it

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Prima casa, agevolazione anche con un’altra abitazione