Quando la tua casa può trasformarsi in un ristorante…!

homerestaurant

Qualcuno lo fa per arrotondare lo stipendio, per incontrare nuovi amici, per – chissà – provare a vedere se un giorno potrebbe diventare anche un lavoro vero: e così sempre più persone provano ad aprire un ristorante in casa.

All’estero è una moda ormai consolidata: dall’Olanda (Dine with The Dutch) agli Stati Uniti (Hush) sono molti i privati che ospitano per cena turisti, amici di amici, persone di passaggio.

E così, pure in Italia, ne sono sorti tanti di questi home-restaurant, un esempio su tutti il Ma’ Hidden Kitchen Supper di Milano. L’idea è quella di trasformare la propria casa in un ristorante, di tanto in tanto, con la cadenza che si preferisce. In realtà, però, non è che si possa fare tutto quello che si vuole: l’attività di home restaurant, secondo una nuova legge, non può superare il numero massimo di 10 coperti al giorno e di 500 coperti all’anno e le somme versate dagli ospiti a titolo di compenso non dovrebbero superare il limite di 5.000 euro all’anno. Così almeno vorrebbe la norma che, già approvata dalla Camera dei deputati, disciplina «l’attività non professionale di ristorazione esercitata da persone fisiche in abitazione privata e fornisce strumenti per garantire la tutela dei consumatori e la leale concorrenza».

Si tiene in conto di tutta una serie di aspetti: così, per esempio, si applica il regime fiscale previsto dalla normativa vigente per le attività saltuarie e i soggetti interessati ad avviare l’attività sono tenuti a comunicare al Comune competente la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), senza con questo che sia necessaria l’iscrizione al registro degli esercenti il commercio.

Poi è necessario che i pagamenti siano solo digitali e i cuochi coinvolti devono contrarre un’assicurazione che copra gli ospiti. Per quanto riguarda l’immobile, oltre a garantire tutte le norme igieniche, deve essere la residenza o il domicilio del soggetto titolare. Sul fondo, ci dovrebbe poi essere l’intento di valorizzare e di favorire la cultura del cibo tradizionale e di qualità, in particolare attraverso l’utilizzo prioritario di prodotti tipici del territorio.

credit and special thanks: vanityfair.it

Quando la tua casa può trasformarsi in un ristorante…!