Mercato immobiliare, anche la Puglia in ripresa

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Sette lunghi anni di recessione pesano, come un macigno, sull’economia della Regione Puglia. Tra i vari comparti, nessun settore è rimasto praticamente illeso: tra questi, in particolare, il mercato immobiliare sembrava finito in una spirale senza fine a causa di cantieri fermi, aziende edili in rovina, occupazione in rapido e costante calo, credito concesso con il contagocce.

Negli ultimi tempi, però, gli effetti della crisi sembrerebbero essersi attenuati. Una prima spinta alle compravendite è arrivata, infatti, dalla riduzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sui trasferimenti immobiliari (articolo 10 del decreto legislativo 23 del 14 marzo 2011). Ma non solo, avvisa Confartigianato imprese Puglia. Ci sono almeno altri quattro fattori che hanno determinato un’attesa inversione di tendenza: innanzitutto, va detto che il numero di unità abitative compravendute non può scendere oltre certi livelli, in quanto l’esigenza di acquisto di una nuova casa non può essere sempre rinviata. In secondo luogo, fa sapere l’associazione, diversi indicatori hanno preannunciato un clima di maggiore fiducia delle famiglie. In terzo luogo, i tassi di interesse sui mutui applicati dalle banche sono stati ulteriormente abbassati. Inoltre, bisogna tenere conto che nel corso del 2014 è proseguita la riduzione dei prezzi delle abitazioni.

Grazie a questi fattori, si inizia ad intravedere qualche bagliore di luce in fondo al tunnel. E’ quanto emerge dalla seconda indagine sul mercato immobiliare di tipo residenziale, condotta dal Centro studi di  Confartigianato su dati dell’agenzia delle entrate. In particolare, nel 2014, in Puglia, le transazioni sono state 26 mila e 254 (contro le 25 mila e 141 del 2013). La variazione positiva è di mille e 113 unità abitative, pari al 4,4 per cento.

“I dati elaborati – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato imprese Puglia – lasciano intravedere piccoli spiragli di ripresa per quanto concerne il settore immobiliare. E’ risaputo che il comparto più duramente colpito dalla crisi è quello delle costruzioni: dal 2008 in Puglia abbiamo assistito alla chiusura di oltre 2 mila imprese artigiane, per una flessione occupazionale pari quasi al 48 per cento: una vera e propria caduta libera”. “Certo – continua – , l’incremento delle compravendite non equivale di per sé a nuovo lavoro per le imprese edili: in questo periodo sono stati accumulati numerosi lotti di invenduto e sono pochissimi i cantieri aperti. Tuttavia la crescita della domanda dopo un lungo periodo di stagnazione è un dato rilevante, anche per quanto ne consegue in termini di interventi di ristrutturazione, impiantistica ed ammodernamento degli immobili”.

“Quello delle costruzioni è uno dei settori trainanti dell’economia pugliese ed il suo stato di salute è in grado di influenzare una moltitudine di altri comparti- conclude il presidente -. Occorre pertanto cogliere al balzo questi segnali non solo migliorando e stabilizzando le condizioni di accesso ai mutui, ma anche lavorando per implementare provvedimenti in grado di incrementare le condizioni di operatività delle imprese: fra questi  la semplificazione amministrativa e l’uniformazione dei regolamenti comunali in materia di edilizia”.

credit and special thanks: lecceprima.it

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